httCastiglione di Ravenna, e Castiglione di Cervia, costituiscono un agglomerato urbano, diviso in due dal fiume Savio; amministrativamente ciascuna delle due aree appartiene al rispettivo distinto comune. I due centri, uniti da due ponti, condividono diverse strutture e servizi, tra cui il complesso scolastico.
- Castiglione di Ravenna 1091 Abitanti - Riva sx del Savio - Patrono San Pantaleone
- Castiglione di Cervia 1280 Abitanti - Riva Dx del Savio - Patrono Snt'antonio Abate
Luoghi da visitare a Castiglione di Ravenna e Castiglione di Cervia
1) La Cervese strada provinciale 2 di Cervia ex strada provinciale 254
Parte dall'ospedaletto e raggiunge Cervia per una lunghezza di 24 KM.
dal 2001 la gestione è passata dall'ANAS alla Regione Emilia-Romagna.
Ogni tanto arrivava un temporale e qualche pioppo cadeva, ma gli alberi erano talmente tanti che, se ne mancava qualcuno nessuno se ne accorgeva. Poi venne il giorno in cui un pioppo cadde su di un’auto di passaggio e un automobilista rimase ucciso. divenne famosa per essere una delle strade con il più alto tasso di mortalità della Romagna. Fu la fine per i pioppi della Cervese. Il sindaco Franco Rusticali nel 1997 ne decretò l’abbattimento.
2) CARPINELLO
Platano di Carpinello - Via Cervese
con oltre 200-250 anni di età. Con una circonferenza di oltre 6 metri, un'altezza di circa 28-30 metri e una chioma di oltre 40 metri di diametro, è tra gli alberi più imponenti della regione. Il grande albero fu nasce nell'allora giardino di villa Matteucci costruita nei primi anni dell’800. Si racconta che il poeta Giosuè Carducci, in visita alla nobildonna Maddalena Matteucci, facendo una passeggiata nel rigoglioso giardino ricco di piante esotiche, rimase colpito dalla bellezza del Platano
Nei primi anni del'900. E’ zarden d’la Macioza (il giardino della Matteucci) assieme alla villa, divenne di proprietà dei conti Mangelli. Il secondo conflitto mondiale e il sofferente dopoguerra furono fatali al grande parco, ma la grande pianta fu salva.
Maggiolino - Nel luglio 2013 viene inaugurato questo monumento nel mezzo della rotonda come invito a rallentare. L’artista forlivese Mario Magnani è l’autore, e come sempre accade in opere di questo tipo trova sia sostenitori che detrattori. Il monumento è stato realizzato esclusivamente attraverso donazioni private e con la collaborazione di alcuni sponsor, che avranno in gestione la cura del verde nella rotonda (Assicoop, Molino Fratelli Del Testa, Ristorante Arquebuse, Tambra SRL e SisaFlor).
L'opera rappresenta una vettura, uno storico Maggiolino Wolkswagen munito di un paracadute e simboleggia il richiamo ad una guida più attenta e sicura. Un bel monito sulla "via del mare" che nel tempo ha mietuto tantissimi vittime
Santuario di Fornò - Via del Santuario
il Santuario di Santa Maria delle Grazie, detto anche Chiesa di Fornò, chiesa a pianta circolare, di 34 metri di diametro. La costruzione, che risale alla seconda metà del 1400 secolo, avviene per iniziativa del monaco eremita Pietro Bianco (Pjetër Bardhi) da Durazzo. Nel 1483 si registrano danni dovuti a un terremoto che causa la necessità di abbassare il soffitto e coprirlo con travi di legno. Altri problemi derivano da inondazioni dovute allo straripamento del fiume Ronco, che causano l'interramento del pavimento originario e la ricostruzione di un nuovo pavimento un metro sopra il pre-esistente. Nel dopoguerra don Amedeo Pasini riesce a far rimettere in piedi parte del complesso, che diventa poi sede di attività dell'organizzazione Papa Giovanni XXIII.
Nel 2024 si mettono in atto importanti interventi di restauro, volti alla risoluzione dei problemi di umidità che affliggono il luogo.
3) PIEVEQUINTA Palazzo Morattini - (Via Armelino 33 Pievequinta)
Agli inizi del 1500 passa ai nobili Augustini di Forlì che la terranno fino agli inizi del 1700, quando la famiglia si estinguerà.
- Successivamente il diritto verrà acquisito dalla famiglia Morattini, che lo manterrà per circa un secolo,
- per poi cederlo, causa debiti, al loro avvocato Antonio Santarelli e a suo fratello, l’ingegnere Giacomo Santarelli”. Anche i due fratelli Santarelli, sempre per debiti”,
- “dovranno cederlo ad un certo Nadiani di S.Pietro in Vincoli ed infine,
- verso il 1880, il palazzo in questione verrà acquisito dalla famiglia Gaudenzi che lo manterrà fino al 1962 (il membro più importante di questa famiglia fu Giuseppe Gaudenzi 1872/1936, Sindaco di Forlì 1910/1915 poi 1919/1923)” Gaudenzi mori nel palazzo, In sua memoria è stata inaugurata una statua nel parco della resistenza a Forlì.
- In quel anno il palazzo fu comprato dal Comune di Forlì per insediarvi l’asilo comunale, mentre fin dall’inizio del secolo, al primo piano, era stata istituita la scuola elementare.
- negli anni '90 inizia il trasferimento sia dell’asilo, sia della scuola, e quando l’edificio rimase libero nel 1999 fu assegnato in concessione all’Associazione Amici della Pieve ed è sede del Comitato di Quartiere.
4) CASEMURATE -
Presso l'abitazione di Mirko Masetti (Titolare dell'azienda Arricola Masetti), abitazione ribatezzata “Mirkolandia”, inseguendo il sogno infantile di creare una personale ’Isola che non c’è’, sorge la prima di una serie d'installazazioni. L’enorme Goldrake, acquistato a una fiera degli anni ’70 a Castelfidardo, celebra i 50 anni (1975/2025) della prima messa in onda giapponese di Goldrake. Serie animata andata in onda in Italia a partire dal 1978 . Simbolo di un’intera generazione e ancora oggi attira curiosi e nostalgici. Masetti sogna ora di trasformare la sua tenuta in un parco privato, libero e gratuito, per far rivivere giochi e atmosfere di quegli anni. Masetti era già noto per avere avviato il progetto area ''70 inseguento l''altra sua passione, la musica disco anni '70
costruito su pianta quadrata di 28,50 mt per lato, dotato di torri e merlature: Fu costruito nel 1560-65 sul sito di un castello precedente, che risaliva al XII secolo (quando il centro si chiamava Castel Leone).
- Il vesocovo di Cervia dona il palazzo al capitano di ventura Pietro Grossi
- Nel 1830 venne acquistato dai conti Rasponi. Nel 1664 il conte Guido Carlo Rasponi, fratello minore del cardinale Cesare Rasponi, acquistò la tenuta di Raffanara, sita nella campagna ravennate, a circa 2 km dall'abitato di Russi. (Palazzo San Giacomo o Palazzo Rasponi)
- Dopo la morte del conte Cesare Rasponi Bonanzi, (1822/1886)il palazzo fu acquistato da una cooperativa agricola
- all'inizio del '900 fu ceduto ai fratelli Sama che vi trasferirono la loro attività di produzione del tabacco.
- Dopo la seconda guerra mondiale fu prima acquistato dalla cooperativa coltivatori diretti di Castiglione,
- poi dal CEM (Consorzio Esercizio Macchine)
- e infine, nel 1986, dal Comune di Ravenna che ne è il proprietario attuale.
- Chiesa di San Pantaleone, fondata nel XIV sec, e ricostruita nel 1813 -
- San Pantaleone, noto anche come San Pantalon, è uno dei martiri più conosciuti della grande persecuzione contro i cristiani sotto l'impero romano (303-305). È venerato come patrono delle ostetriche e, insieme ai Santi Cosma e Damiano, è compatrono dei medici.
- San Pantaleone 27 Luglio.
- Ciclovia del Savio 33 Km (da Cesena fino a Lido di Savio)
- Chiesa di Castiglione di Cervia
Cippo Filo -
Filippo Corvini, Figlio di Paola Fusconi e Paolo Corvini - all'età di 28 anni Filone come veniva chiamato per la corporatura imponente, oppure il gigante buono, si scontra nella serata di venerdì 12 Luglio 2019 all’altezza dell’incrocio semaforico a Castiglione di Cervia contro un'ambulanza della "Croce Giallo Blu" che proveniva da Cervia mentre svoltava a sinistra in via Salara. Filo proveniva da Forlì in sella ad una Harley Davidson. insieme alla sua fidanzata, una 27enne forlivese, ma residente a Parma. . L’impatto è stato fatale e il giovane è deceduto sul colpo. La compagna è rimasta gravemente ferita e ricoverata all'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena.
I Giardini di Myrna - ( Via Ragazzena 37)
di proprietà della Fondazione Mirna Medri (morta nel 2016) e Attilio Marzorati (morto nel 2020). Entrambi classe 1939. La storia d’amore tra Attilio, milanese DOC e Myrna, albergatrice romagnola, nasce negli anni 80. Attilio decide di cambiare vita: lascia il lavoro alla redazione del tg1 alla RAI di Milano e si trasferisce a Cervia.
Myrna, che parlava quattro lingue ed amava la botanica, coinvolse presto Attilio, abile fotografo nella realizzazione di migliaia di schede di catalogazione, frutto di una ricerca estesa a tutto il mondo.
Quando Myrna si ammalerà, Attilio si dedicherà a lei fino all’ultimo. «Come sarebbe bello aprire la finestra e vedere un bel parco verde e fiorito!», disse un giorno Myrna. Un desiderio che Attilio ha fatto con la creazione del parco nel 2019
I Giardini di Myrna costituiscono un parco botanico ove all’interno sono state piantumate oltre 150 specie tra piante e fiori, provenienti da tutto il mondo, selezionate dall’agronomo Dott. Giuseppe Battistini, che nella realizzazione del percorso ha preso altresì spunto dal volume «Viaggio nel mondo dei fiori di Myrna», una raccolta di tutte le schede botaniche realizzate da Myrna e Attilio.
Nel parco ci sono ben 20 giardini: dal giardino dei profumi, al giardino acquatico, fino al giardino dei fiori di Myrna, un’aiuola realizzata con i bulbi raccolti da quest’ultima nei suoi viaggi.
7) TANTLON
situato sulla sp 254 la cosiddetta cervese. 200 abitanti. Tantlon nasce come piccolo agglomerato di contadini e prende il nome di Case Burioli. Era una abitante del luogo Antonio Maldini, insieme alla moglie Maria aprì un negozio di generi alimentari trasformato poi in trattoria, divenuta famosa per un piatto in particolare: La Trippa. Il soprannome Tantlon significa Dondolone, per il modo di camminare, un po’ ciondolante. In Via Crociarone è posizionata all'interno della sua vecchia casa poi ristrutturata, la statua che raffigura Tantlòn

